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Marzo-Aprile

SETTIMANA SANTA
persone_valle1_smallAgli inizi della Settimana Santa, per l'allestimento dei Sepolcri nelle diverse chiese (Chiesa Madre, San Rocco, Sant'Antonio, Madonna della Libera) si usavano come addobbo vasi ricolmi di germogli di grano, fatti crescere al buio e annaffiati di frequente per accelerarne lo sviluppo. Erano germogli pallidi, del colore dei morti, con venature verdastre, di forma filamentosa e serpentina. Dopo lo smantellamento dei Sepolcri, essi venivano portati nei campi perché trasmettessero a tutte le piante, e segnatamente al grano seminato in autunno, la forza vitale acquisita dalla vicinanza al corpo di Cristo morto, nel quale già fermentavano i germi della resurrezone.
LUNEDÌ DELL'ANGELO: LA FESTA
All'alba del lunedì dopo Pasqua i pettoranesi, uomini e donne, ma soprattutto giovani, ragazzi e ragazze, risalgono la Valle di Frevana fino alla grotta di Santa Margherita. E qui si spargono intorno, in liete comitive, a consumare arrosti, salami, uova sode e buccellati, con abbondanti libagioni. Il rito della messa celebrata nella chiesetta e la processione di ritorno al paese con la statua a mezzo busto di Santa Margherita, detta acquarola, restano tutto sommato marginali rispetto al cuore della festa. Questa in realtà si svolge all'aria aperta, a diretto contatto con la natura vergine del luogo, come l'antica festa di Anna Perenna descritta da Ovidio. Un tempo, era evidentemente finalizzata a propiziare la fecondità. L'abbondanza di cibo e di vino e la libertà concessa ai giovani di ambo i sessi la imparentano agli antichi rituali primaverili di ispirazione pagana. Al termine del rito, oggi ridotto ad una scampagnata, i giovani fanno la palma de vòsce (spezzano, cioè, un ramoscello di bosso) e la riportano al paese: "il gruppo vede, prima di tutti, la primavera e la conduce al villaggio" (M. Eliade). Non è inutile ricordare cpersone_valle3_smallhe il bosso sempreverde, caro a Santa Margherita, nell'antichità era sacro ad Ade e Cibele, cioè alla dea di sotto terra e alla grande Madre della fecondità, ed era simbolo della rinascita primaverile della natura. Ed in effetti la figura storica di Santa Margherita di Antiochia (di cui si hanno scarsissime notizie) c'entra poco con la festa all'aperto. La gente ignora la sua storia ufficiale e continua a raccontare quella della magica fanciulla ritiratasi nella grotta, lontano dal mondo, a filare i destini (Iata, in latino) dei pettoranesi. E' evidente che, prima di essere cristianizzata con la santificazione, Margherita era una fata delle sorgenti.

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